Posted by on mag 12, 2014 in Mondo che cambia | 0 comments

Il caffè Made in Italy

Un brand straniero, peraltro piuttosto giovane, Nespresso, ha letteralmente conquistato un mercato che, fino all’altro ieri, era saldamente nelle mani di marchi italici. Lo ha fatto associando se stesso ad un concetto fondamentale, quello del caffè di qualità, conquistando il mind share, prima ancora che il market share, su un terreno tutto italiano.
Il Made in Italy viene sconfitto a casa propria da un’azienda sintetica, dotata di un brand creato ad hoc, senza alcuna storia, se non quella creata ad arte da eccellenti agenzie pubblicitarie.Quali le probabili cause? I marchi italiani puntano, era facile prevederlo, all’ormai un po’ usurato feeling Made in Italy. Ma Made in Italy non è più uno strumento in grado di competere da solo.

Ormai anche il momento del caffè diventa un “esperienza”, un terreno di facile manovra per il marketing emozionale.

La società diventa cosmopolita, i confini si annullano ed anche le barriere culturali ed alimentari. Il caffè diventa spesso non un momento relegato al bancone del bar, ma una pausa da degustare magari con un buon libro, una poltrona club e la luce soffusa di un tranquillo Starbucks. Se il mercato italiano del caffè si ostina a non cogliere questo cambiamento rimanendo sempre ancorato sulle rigide posizioni dell’espresso, in tutti i sensi, rischiamo di non competere più nemmeno su questo, non solo nel mondo ma neppure in Italia.

Fonte: Intrepid

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